Libagione/Ricette Toscane
Cucina — Toscana

Cucina
Toscana

Bistecca fiorentina, ribollita, pici al cinghiale, cantucci nel Vin Santo. La cucina più imitata al mondo e la più difficile da replicare fuori dalla Toscana.

Perché la cucina toscana

Pochi ingredienti,
massima qualità

La cucina toscana è la più famosa del mondo — e la più difficile da copiare. Non perché sia tecnica o elaborata: al contrario, è essenziale. La difficoltà è che ogni piatto dipende da ingredienti straordinari che fuori dalla Toscana semplicemente non esistono.

La Chianina di razza pura, l'olio nuovo di Frantoio e Moraiolo, il pane sciocco senza sale, il Pecorino di Pienza stagionato nelle grotte. Senza questi, la cucina toscana è una copia pallida di sé stessa.

1
La cucina più imitata al mondo
3
Prodotti DOP simbolo: Chianina, olio, Pecorino
6
Secoli di tradizione culinaria documentata
11
DOCG toscane per gli abbinamenti
Le ricette

Cucina toscana
e vino abbinato

BISTECCA FIORENTINA
Fiorentina
Secondo — Firenze

Bistecca alla Fiorentina

Chianina IGP, alta 4 dita, cotta al sangue. Nient'altro.

Difficoltà
Facile
Tempo
20 min
Porzioni
2 persone
Peso
800g-1.2kg

La bistecca fiorentina è la più famosa al mondo: lombo con filetto e controfiletto, taglio a T dalla Chianina IGP, alta almeno 4 dita (circa 5 cm), cotta sulla brace di legna dura. La regola aurea: al sangue, senza eccezioni. Chi la chiede ben cotta viene gentilmente redarguito in ogni trattoria toscana che si rispetti.

Ingredienti

  • 1 bistecca Chianina IGP (800g-1.2kg)
  • Sale grosso marino
  • Pepe nero macinato fresco
  • Olio EVO toscano DOP
  • 1 rametto rosmarino
  • Brace di legno duro

Preparazione

1Tira la bistecca fuori dal frigo 2 ore prima. Deve essere a temperatura ambiente. Mai cuocere carne fredda di frigo: l'esterno brucia e l'interno rimane crudo.
2Prepara la brace con legno di quercia o ulivo. La griglia deve essere rovente — scottante. Niente fiamme dirette, solo brace incandescente.
3Cuoci 5-6 minuti per lato senza muovere. Poi in piedi sul bordo osseo per 3 minuti. L'interno deve raggiungere 50-52°C al cuore. Mai oltre 55°C.
4Sala solo a fine cottura con sale grosso e pepe. Fai riposare 5 minuti su tagliere di legno. Servi intera sul tagliere con un filo d'olio toscano a crudo.
Vino consigliato
Chianti Classico Riserva DOCG
Toscana — Sangiovese
Abbinamento classico

L'abbinamento toscano per definizione: l'acidità del Sangiovese taglia il grasso della carne mentre i tannini si legano alle proteine della Chianina. Un Chianti Classico Riserva con almeno 5 anni di bottiglia è il compagno ideale. Alternativa di lusso: Brunello di Montalcino.

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RIBOLLITA
Ribollita
Zuppa — Toscana rurale

Ribollita Toscana

La zuppa di pane raffermo che migliora il giorno dopo — ribollità

Difficoltà
Facile
Tempo
90 min
Porzioni
6 persone
Stagione
Autunno-Inverno

La ribollita è la cucina povera toscana al suo meglio: fagioli cannellini, cavolo nero, pane raffermo toscano senza sale, cipolla, carota, sedano. Il nome viene dal fatto che si faceva ribol'dire il giorno dopo, aggiungendo pane e rendendo la zuppa ancora più densa. Più si riscalda, più diventa buona.

Ingredienti

  • 300g fagioli cannellini secchi
  • 1 mazzo cavolo nero
  • 200g pane toscano raffermo
  • 2 patate medie
  • 1 cipolla, 2 carote, 2 coste sedano
  • 400g pomodori pelati
  • Olio EVO toscano, sale, pepe
  • 1 rametto rosmarino, salvia

Preparazione

1Ammolla i fagioli 12 ore. Cuocili in acqua con rosmarino e salvia per 1 ora. Frulla metà dei fagioli per dare cremosità alla zuppa.
2Prepara il soffritto con cipolla, carota e sedano in abbondante olio. Aggiungi le patate a cubetti, i pelati schiacciati e cuoci 15 minuti.
3Unisci il cavolo nero tagliato grosso, i fagioli interi e quelli frullati. Aggiusta di sale. Cuoci 30 minuti a fuoco basso.
4Il giorno dopo: aggiungi il pane raffermo spezzato, fai assorbire 10 minuti, poi “ribolli” a fuoco medio mescolando fino a consistenza densa. Servi con filo d'olio nuovo.
Vino consigliato
Chianti DOC
Toscana — Sangiovese
Abbinamento quotidiano

La ribollita è cucina contadina: chiama un vino semplice, fresco, beverino. Un Chianti DOC giovane, non la Riserva — quella sarebbe sprecata su una zuppa di fagioli. L'acidità del Sangiovese dialoga con il sapore sapido dei cannellini senza sovrastarli.

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PICI AL CINGHIALE
Pici
Primo — Siena

Pici al Ragù di Cinghiale

La pasta fresca senese più rustica con il condimento più intenso della Maremma

Difficoltà
Media
Tempo
3 ore
Porzioni
4 persone
Stagione
Autunno-Inverno

I pici sono la pasta fresca dell'entroterra senese: spaghetti grossi fatti a mano con farina, acqua e sale — niente uova. Il ragù di cinghiale della Maremma è il condimento classico: carne selvatica marinata nel vino rosso, cotta per ore con aromi. Rustico, intenso, profumato di bosco e vino.

Ingredienti

  • 400g farina tipo 2 o 00
  • 500g polpa di cinghiale
  • 200ml vino rosso (Chianti)
  • 400g pomodori pelati
  • Cipolla, carota, sedano, aglio
  • Rosmarino, alloro, ginepro
  • Olio EVO, sale, pepe nero
  • Acqua tiepida q.b.

Preparazione

1Marina il cinghiale 12 ore nel vino con aromi. Scolalo, asciugalo, tritalo grossolanamente. Il vino di marinatura va buttato — è amaro.
2Soffriggi le verdure, aggiungi il cinghiale e rosola bene. Sfuma con vino fresco, aggiungi i pelati, sale e pepe. Cuoci 2 ore a fuoco bassissimo.
3Per i pici: impasta farina, acqua e sale fino a consistenza liscia. Lascia riposare 30 minuti. Forma bastoncini spessi 5-6mm rotolando i pezzi di impasto sul tavolo con i palmi.
4Cuoci i pici 8-10 minuti in acqua salata. Salta nel ragù con un mestolo di acqua di cottura. Servi senza parmigiano — il cinghiale non ne ha bisogno.
Vino consigliato
Brunello di Montalcino DOCG
Toscana — Sangiovese Grosso
Abbinamento nobile

La selvaticità del cinghiale richiede un vino di pari carattere: il Brunello, con la sua tannicità austera e le note di sottobosco e spezie scure, è il compagno ideale per questo piatto di carne intensa. Un Rosso di Montalcino è l'alternativa più accessibile ma altrettanto corretta.

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CANTUCCI VIN SANTO
Cantucci
Dolce — Prato

Cantucci e Vin Santo

Il rito finale di ogni pasto toscano che si rispetti

Difficoltà
Facile
Tempo
45 min
Porzioni
40 biscotti
Stagione
Tutto l'anno

I cantucci di Prato — chiamati anche biscotti di Prato — sono i biscotti toscani alle mandorle interi, duri, cotti due volte. Si mangiano inzuppati nel Vin Santo del Chianti: questo abbinamento è un rito che conclude ogni pranzo domenicale toscano da secoli. Il Vin Santo deve essere di qualità — non il liquorino da discount.

Ingredienti

  • 300g farina 00
  • 200g zucchero
  • 200g mandorle intere non pelate
  • 3 uova intere + 1 tuorlo
  • 1 bustina lievito per dolci
  • Scorza di 1 arancia
  • 1 pizzico di sale
  • Vin Santo del Chianti per inzuppare

Preparazione

1Mescola farina, zucchero, lievito e sale. Aggiungi le uova e impasta brevemente. Incorpora le mandorle intere e la scorza d'arancia. L'impasto deve restare appiccicoso.
2Forma 2-3 filoni larghi 4 cm e spessi 2 cm su carta da forno. Spennella con il tuorlo d'uovo. Prima cottura: 175° per 25 minuti fino a doratura.
3Lascia intiepidire 10 minuti poi taglia diagonalmente in biscotti spessi 1.5 cm. Seconda cottura: 150° per 15 minuti per lato fino a secchezza completa.
4Lascia raffreddare completamente. Si conservano settimane in scatola di latta. Servi con un bicchierino di Vin Santo del Chianti DOC per l'inzuppo finale.
Vino consigliato
Vin Santo del Chianti DOC
Toscana — Trebbiano e Malvasia
Abbinamento sacro

Non esiste alternativa: i cantucci vanno nel Vin Santo. È un abbinamento immutabile da secoli — la durezza delle mandorle ammorbidita dal vino ossidativo dolce e ambrato, con note di miele, albicocca secca e nocciola. Scegli un Vin Santo di qualità: Isole e Olena o Avignonesi.

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