Dove il Sangiovese diventa Brunello, Chianti e Nobile. Colline di cipresso e galestro che producono alcuni dei vini più famosi al mondo.
La Toscana è la regione del vino italiano per eccellenza agli occhi del mondo. Eppure è anche la più complessa: lo stesso vitigno, il Sangiovese, produce vini radicalmente diversi a seconda del terreno, dell'altitudine e delle mani del produttore.
Nel Chianti Classico è fresco, floreale, beverino. A Montalcino, dove si chiama Brunello, diventa austero, tannico, capace di invecchiare decenni. A Montepulciano, come Prugnolo Gentile, è elegante e nobile. Tre vini, una sola uva.
“Percorrere la Toscana del vino è un'educazione sentimentale: ogni cantina racconta una storia diversa, ogni calice è un paesaggio.”
A Bolgheri, lontano dalla tradizione del Sangiovese, sono invece i Supertuscan a dominare: blend bordolesi di Cabernet e Merlot che hanno rivoluzionato la percezione del vino italiano nel mondo, a partire dal leggendario Sassicaia.
Ogni zona ha carattere, storia e vini propri. Tre esperienze diverse che si possono combinare in un unico viaggio memorabile.
Il cuore storico tra Firenze e Siena. Castelli medievali, strade bianche bordate di cipressi, cantine aperte tutto l'anno. Il Gallo Nero è il simbolo della DOCG più famosa d'Italia.
Il santuario del vino italiano. Il borgo medievale di Montalcino sorge su una collina circondata da vigneti che producono il Brunello, uno dei vini più longevi e complessi al mondo.
La terra dei Supertuscan. Vigneti a pochi chilometri dal mare, cantine di design contemporaneo e blend bordolesi che sfidano i migliori Bordeaux. Sassicaia, Ornellaia, Masseto.
Una selezione curata tra storia, design e autenticità.
La cantina più famosa d'Italia è anche un capolavoro di architettura contemporanea scavata nella collina. 26 generazioni di storia, inaugurata nel 2012, premiata come più bella cantina al mondo. La visita include la barricaia monumentale, il museo e il ristorante Rinuccio 1180 con vista sui vigneti. I vini simbolo: Tignanello e Solaia.
Il più bello del Chianti: il Castello di Brolio domina le colline dal 1141. La famiglia Ricasoli produce qui il Chianti da oltre sei secoli. La visita include il castello medievale, i bastioni con vista panoramica a 360° e la storica cantina dove riposano le botti di rovere. L'Osteria di Brolio completa l'esperienza con cucina toscana autentica.
Tra le cantine più premiate di Montalcino, più volte incoronata dal Wine Spectator come miglior vino al mondo. La tenuta dispone di un lussuoso relais con ristorante. Le degustazioni sono intime, curate, con verticali di Brunello che ripercorrono decenni di storia. Una delle esperienze enoturistiche più esclusive della Toscana.
La cantina di design di Bolgheri con il celebre “vigneto ventaglio”, un cru collinare panoramico con vista sul Mar Tirreno. La visita combina architettura sostenibile, passeggiata tra i vigneti più panoramici della costa e degustazione sulla terrazza con vista mare. Un'esperienza visivamente indimenticabile.
Tre giorni per attraversare le anime della Toscana del vino — dal Chianti a Montalcino, fino al mare di Bolgheri.
La via Chiantigiana (SS222) è una delle strade più belle d'Italia. Percorrila lentamente, fermati nei borghi di Panzano e Radda. Sosta obbligatoria all'Enoteca del Gallo Nero a Greve.
La cantina-museo più famosa d'Italia. Prenota la visita mattutina per vivere la barricaia monumentale senza folla. Degusta il Tignanello nella sala con vista sulle colline.
Panzano è il regno della bistecca fiorentina di Dario Cecchini. Pranzo con carne di Chianina, schiacciata all'olio e Chianti Classico da bere. Un'esperienza toscana autentica.
I bastioni del castello medievale con vista a 360° sulle colline sono la cartolina perfetta del Chianti. La visita con degustazione del Chianti Gran Selezione è tra le più curate della zona.
Scegli un agriturismo con piscina affacciata sui vigneti. Zona consigliata: Radda in Chianti o Gaiole. Il tramonto sulle colline del Chianti è impagabile.
La fortezza del XIV secolo e le enoteca nel centro storico. Inizia con un assaggio di Rosso di Montalcino — il “fratello minore” del Brunello, pronto prima e più accessibile — prima di affrontare il grande vino.
Una delle degustazioni più esclusive di Montalcino. Chiedi la verticale di Brunello: assaggiare annate diverse è il modo migliore per capire come questo vino cambia nel tempo.
Pici al ragù di cinghiale, pappardelle al sugo di lepre, bistecca di Chianina. Il Rosso di Montalcino con il primo, il Brunello con il secondo se te lo puoi permettere.
Guida verso San Quirico d'Orcia e Pienza. Il paesaggio della Val d'Orcia è Patrimonio UNESCO. Le cipressi sulle creste delle colline all'ora d'oro sono un'icona del Rinascimento italiano.
Uno dei viali alberati più fotografati d'Italia: 5 km di cipressi che portano al borgo di Bolgheri. Arriva presto per evitare i turisti e fermati all'Enoteca Ca' Marcanda in paese.
Il vigneto ventaglio con vista sul Tirreno è il finale scenografico perfetto. La degustazione in terrazza con brezza marina e un Bolgheri Superiore nel calice chiude il viaggio nel vino toscano nel modo migliore.
Frittura di paranza, spaghetti alle vongole e un Vermentino della Costa degli Etruschi. Dopo tre giorni di rossi importanti, il mare e un bianco fresco sono il congedo perfetto dalla Toscana.
La cucina toscana è la più copiata al mondo e la meno imitabile. Pochi ingredienti, massima qualità.
Chianina IGP, alta almeno 4 dita, cotta al sangue sulla brace di legna. La più famosa bistecca al mondo. Nelle cantine del Chianti la servono con il Chianti Classico Riserva: un abbinamento di territorio puro.
I pici sono la pasta fresca senese per eccellenza: spaghetti grossi fatti a mano con farina e acqua. Il ragù di cinghiale della Maremma è il condimento classico. Rustico, intenso, irresistibile.
Il formaggio simbolo della Val d'Orcia: stagionato nella fossa, affinato nel vino o nella cenere. Sapido, deciso, con retrogusto di erba. A Pienza ogni negozio ne vende una versione diversa.
Il lardo stagionato nelle conche di marmo delle Alpi Apuane. Bianco, profumato di rosmarino e spezie. Servito su pane sciocco toscano, è uno degli antipasti più eleganti nella sua semplicita.
Il Frantoio, Moraiolo e Leccino delle colline toscane producono un olio fruttato, amaro, piccante. La bruschetta di pane sciocco con olio novello è il benvenuto in ogni cantina tra ottobre e novembre.
La zuppa di pane raffermo, cavolo nero, fagioli e verdure invernali. Ribollita perché veniva ri-bollita il giorno dopo. Il piatto più umile e più buono della cucina contadina toscana.
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