Guida — Viticoltura Italiana

Vitigni
Autoctoni
Italiani

L'Italia ha oltre 600 vitigni autoctoni coltivati commercialmente — più di qualsiasi altro paese al mondo. Una guida ai più importanti.

Perché i vitigni autoctoni

L'Italia è una
biblioteca di vitigni

Nessun paese al mondo può vantare la biodiversità viticola dell'Italia: oltre 600 varietà autoctone coltivate commercialmente, contro le 50-60 della Francia o le 30-40 della Spagna. Ogni regione, ogni vallata, ogni isola ha i suoi vitigni unici che non crescono altrove.

Questa biodiversità è al tempo stesso una ricchezza e una difficoltà: la ricchezza è avere vini come il Sagrantino, il Timorasso, il Pecorino, il Susumaniello che non esistono in nessun altra parte del mondo. La difficoltà è che per il consumatore non specializzato orientarsi è quasi impossibile.

Questa guida seleziona i 20 vitigni autoctoni italiani più importanti — non i più famosi, non i più commerciali, ma quelli che meglio rappresentano la diversità e l'eccellenza della viticoltura italiana.

Vitigni rossi

I grandi vitigni rossi

Dal Nebbiolo delle Langhe all'Aglianico del Taurasi, i rossi autoctoni italiani sono tra i più longevi e complessi al mondo.

01
Nebbiolo
Piemonte — Langhe e Valtellina

Il re dei vitigni italiani: altamente tannico, alta acidità, invecchia decenni. Nelle Langhe diventa Barolo e Barbaresco, in Valtellina si chiama Chiavennasca e produce vini più leggeri ma eleganti. Tra i vitigni più difficili da coltivare e da vinificare al mondo.

Barolo DOCGBarbaresco DOCGValtellina Superiore DOCG
02
Sangiovese
Toscana — Centro Italia

Il vitigno più piantato d'Italia: cambia radicalmente carattere a seconda del terroir. A Montalcino è il Brunello austero e longevo, nel Chianti è fresco e floreale, a Montepulciano è elegante come Prugnolo Gentile. Almeno 14 biotipi diversi riconosciuti.

Brunello di Montalcino DOCGChianti Classico DOCGMorellino di Scansano DOCG
03
Aglianico
Campania e Basilicata

Il Nebbiolo del Sud: tannico, austero, richiede anni per ammorbidirsi. Probabilmente di origine greca — portato dai coloni ellenici. Il Taurasi DOCG è considerato il più grande vino rosso del Sud Italia. L'Aglianico del Vulture in Basilicata è altrettanto longevo.

Taurasi DOCGAglianico del Vulture DOCAglianico del Sannio DOC
04
Cannonau
Sardegna

Potrebbe essere il vitigno più antico d'Europa: le ricerche genetiche indicano la Sardegna come possibile luogo di origine del Grenache/Garnacha. Il Cannonau sardo è più potente e speziato dei cugini spagnoli e francesi. Ricco di resveratrolo — il segreto dei centenari di Ogliastra.

Cannonau di Sardegna DOCTurriga IGT
05
Nerello Mascalese
Sicilia — Etna

Il Pinot Nero dell'Etna: elegante, leggero di colore, tannini fini, mineralità vulcanica incomparabile. Viti centenarie su lava nera a 600-1000 metri. Le contrade dell'Etna funzionano come i cru di Borgogna. Il vitigno italiano che ha conquistato i critici internazionali nell'ultimo decennio.

Etna Rosso DOCEtna Rosso Contrada DOC
06
Sagrantino
Umbria — Montefalco

Il vitigno con la concentrazione di tannini più alta al mondo — superiore anche al Tannat. Cresce solo attorno a Montefalco in Umbria. Il Sagrantino di Montefalco DOCG richiede anni di bottiglia per ammorbidirsi ma poi svela una complessità straordinaria. Anche nella versione Passito.

Sagrantino di Montefalco DOCGSagrantino Passito DOCG
07
Primitivo
Puglia — Manduria e Gioia del Colle

Geneticamente identico allo Zinfandel californiano e alla Crljenak Kaštelanska croata: tutti e tre derivano dallo stesso antenato. Il Primitivo pugliese è più caldo e strutturato del californiano. Il Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG è una delle grandi espressioni dolci italiane.

Primitivo di Manduria DOCPrimitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG
08
Nero d'Avola
Sicilia — Val di Noto

Il vitigno che ha fatto conoscere la Sicilia al mondo negli anni '90: pieno, caldo, con note di amarena e cioccolato. Originario del Siracusano, oggi piantato in tutta la Sicilia. Le versioni migliori vengono da vecchie vigne nel territorio di Avola, Noto e Pachino.

Eloro Pachino DOCCerasuolo di Vittoria DOCG
Vitigni bianchi

I grandi vitigni bianchi

L'Italia produce bianchi di qualità mondiale con vitigni unici: dal Friulano al Vermentino, dalla Garganega al Fiano.

09
Fiano
Campania — Irpinia

Il grande bianco campano: note di nocciola, miele di acacia e fiori di campo. Il Fiano di Avellino DOCG è uno dei bianchi più longevi d'Italia — invecchia 10-15 anni. Citato già dai Romani come “vitis apiana” per la sua capacità di attrarre le api con il suo profumo.

Fiano di Avellino DOCGFiano di Avellino Riserva DOCG
10
Vermentino
Sardegna e Liguria

In Sardegna produce il Vermentino di Gallura DOCG — unica DOCG dell'isola — su suoli granitici: sapido, minerale, con note di agrumi e erbe aromatiche. In Liguria è più floreale e leggero. Un bianco che funziona meravigliosamente con il pesce di entrambi i mari.

Vermentino di Gallura DOCGVermentino di Sardegna DOC
11
Greco di Tufo
Campania — Irpinia

La mineralità sulfurea del tufo nel bicchiere: un bianco di struttura con note di pera, pesca bianca e un fondo minerale quasi ferroso. Il Greco di Tufo DOCG è il bianco campano più gastronomico — regge abbinamenti impegnativi come frutti di mare, crostacei e pesci grassi.

Greco di Tufo DOCGGreco di Tufo Riserva DOCG
12
Garganega
Veneto — Soave e Gambellara

Il vitigno del Soave: fiori bianchi, mandorla amara, mineralità basaltica. Nelle mani migliori (Pieropan, Anselmi, Inama) produce bianchi di struttura e longevità sorprendenti che sfidano i luoghi comuni sul Soave come vino banale. Anche nella versione Recioto di Gambellara DOCG passito.

Soave Classico Superiore DOCGRecioto di Soave DOCG
13
Friulano
Friuli — Collio e Colli Orientali

Ex Tocai Friulano: note di mandorla amara, fiori di campo e un fondo amarognolo unico. Per decenni chiamato Tocai finché l'Ungheria ha rivendicato il nome al Tribunale UE nel 2007. Il Friulano del Collio è tra i bianchi più gastronomici d'Italia.

Friulano Collio DOCFriulano Colli Orientali DOC
14
Ribolla Gialla
Friuli — Collio e Slovenia

Il vitigno autoctono più antico del Friuli: citato nel XIII secolo. Josko Gravner lo ha vinificato in anfore di terracotta georgiana a partire dal 2001, creando i primi vini arancio moderni che hanno ispirato un movimento mondiale. Oggi prodotto in versione convenzionale, macerata e spumante.

Ribolla Gialla Collio DOCRibolla Gialla IGT Venezia Giulia
15
Falanghina
Campania — Sannio e Campi Flegrei

Il bianco campano più beverino: fresco, aromatico, con note di pesca bianca e fiori di campo. Probabilmente di origine greca. La Falanghina del Sannio è più strutturata, quella dei Campi Flegrei più minerale per il terreno vulcanico. Il bianco più piantato della Campania.

Falanghina del Sannio DOCFalanghina dei Campi Flegrei DOC
16
Arneis
Piemonte — Roero

Il bianco delle Langhe che era quasi estinto negli anni '70: Bruno Giacosa e Vietti lo hanno salvato. Arneis significa “monello” in piemontese — per la sua difficoltà di coltivazione. Il Roero Arneis DOCG è il bianco piemontese più conosciuto: floreale, leggero, con fondo ammandorlato.

Roero Arneis DOCGLanghe Arneis DOC
I dimenticati

Vitigni rari da scoprire

Varietà quasi scomparse che produttori visionari hanno salvato dall'estinzione. Vale la pena cercarle.

17
Timorasso
Piemonte — Colli Tortonesi

Quasi estinto negli anni '80, salvato da Walter Massa: un bianco strutturato con enorme potenziale di invecchiamento. Il Derthona di Massa è il bianco piemontese che ha stupito i palati più esigenti. Oggi molto di moda tra i collezionisti.

Colli Tortonesi Timorasso DOC
18
Susumaniello
Puglia — Brindisi

Un vitigno quasi scomparso dalla Puglia: produce rossi intensissimi di colore, profondi e speziati. Il nome significa “asinello” — per la sua tendenza a produrre poca uva. Oggi rivalutato da produttori come Agricole Vallone e Duca Carlo Guarini.

Brindisi Susumaniello DOC
19
Pignolo
Friuli — Colli Orientali

Il vitigno più difficile del Friuli: basse rese, tannini potenti, richiede anni di invecchiamento. Quasi scomparso, salvato dal convento di Rosazzo. Il Pignolo dei Colli Orientali è una delle rarissime eccellenze friulane da rosso.

Colli Orientali del Friuli Pignolo DOC
20
Pecorino
Abruzzo e Marche

Niente a che fare con il formaggio omonimo: il Pecorino è un vitigno bianco quasi estinto, salvato da Guido Cocci Grifoni nelle Marche. Produce bianchi di struttura notevole con note erbacee e agrumee. Oggi piantato anche in Abruzzo con risultati eccellenti.

Offida Pecorino DOCGAbruzzo Pecorino DOC
21
Carricante
Sicilia — Etna

Il vitigno bianco dell'Etna: produce bianchi di mineralità vulcanica straordinaria sul versante est del vulcano. L'Etna Bianco DOC Superiore proviene solo da Milo sul versante est. Profondi, longevi, con note di agrumi e pietra focaia.

Etna Bianco Superiore DOC
22
Verduzzo Friulano
Friuli — Colli Orientali

Vinificato secco è un bianco di carattere, nella versione Ramandolo DOCG diventa un passito di rara eleganza: dolce ma non stucchevole, con note di miele, frutta secca e vaniglia. Il Ramandolo DOCG è il vino da dessert più raffinato del Friuli.

Ramandolo DOCGColli Orientali Verduzzo DOC

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