La Valpolicella e l'Amarone, il Prosecco delle colline di Conegliano, il Soave di Verona. La regione italiana che esporta più vino al mondo.
Il Veneto è la regione che esporta più vino di tutta Italia — e non sorprende, perché produce vini per tutti i palati: dall'Amarone monumentale al Prosecco spensierato, dal Soave elegante al Valpolicella beverino.
L'Amarone della Valpolicella DOCG è il grande vino del Veneto: le uve Corvina vengono appassite per mesi su graticci prima di essere vinificate, concentrando zuccheri e aromi fino a produrre un vino di 15-17% di alcol, denso come un liquore ma secco come una roccia. Un vino unico al mondo.
“L'Amarone nasce da un errore: un Recioto dimenticato in cantina che aveva continuato a fermentare consumando tutti gli zuccheri. Il risultato fu rivoluzionario.”
Le colline di Conegliano-Valdobbiadene, patrimonio UNESCO, producono il Prosecco Superiore DOCG: il vino spumante italiano più venduto al mondo. Il Soave Classico, con la sua Garganega minerale e floreale, è il bianco dell'aperitivo italiano per definizione.
Le valli a nord di Verona dove nasce l'Amarone. I graticci per l'appassimento si vedono nelle cantine aperte in autunno. I comuni classici — Negrar, Marano, Fumane — hanno cantine storiche aperte tutto l'anno.
Le colline ripide tra Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO. Vigneti a terrazzamento sulle pendici, borghi medievali, strade del Prosecco panoramiche. Un paesaggio che vale il viaggio indipendentemente dal vino.
Il castello medievale di Soave è uno dei più belli del Veneto. I vigneti di Garganega sulle colline basaltiche producono bianchi floreali e minerali. Il borgo è piccolo e autentico, le cantine accoglienti e non turistiche.
Una delle famiglie più importanti dell'Amarone: l'Amarone Allegrini è tra i più apprezzati dalla critica internazionale. La tenuta La Grola è uno dei cru più iconici della Valpolicella. La visita include la cantina storica, i vigneti terrazzati e una degustazione verticale di Amarone impeccabile.
Masi ha inventato il Campofiorin — il primo Ripasso della storia — e produce Amarone dal 1964. La tenuta Serego Alighieri, di proprietà degli eredi di Dante Alighieri, è la visita più suggestiva: vigneti medievali, villa quattrocentesca e degustazione con vista sui colli veronesi.
Roberto Anselmi è il ribelle del Soave: ha abbandonato la DOC per protesta contro i disciplinari troppo permissivi e vinifica le sue Garganega come IGT. Il risultato è il Soave migliore che puoi bere, dal vigneto San Vincenzo al monumentale I Capitelli. Una degustazione da appassionati veri.
La cantina più antica di Valdobbiadene — attiva dal 1542 — produce il Prosecco Superiore più raffinato della denominazione. Il Cartizze, il cru più pregiato del Prosecco, viene coltivato su una collina di appena 107 ettari. La visita include la salita in funicolare ai vigneti e la degustazione sulla terrazza panoramica.
Il piatto più rappresentativo della Valpolicella: riso Vialone Nano cotto nel vino rosso dell'Amarone. Colore rubino intenso, sapore profondo. Ogni ristorante della zona lo prepara diversamente — comparare è d'obbligo.
Lo stoccafisso — baccalà essiccato norvegese — cotto lentamente nel latte con acciughe e cipolla. Cremoso, profumato, richiede 24 ore di preparazione. Il piatto simbolo di Vicenza, servito con la polenta bianca.
Nato a Treviso negli anni '60 (o '70 — la disputa continua). Savoiardi inzuppati nel caffè amaro, crema di mascarpone e uova, cacao amaro. La versione autentica non ha panna montata e non ha liquore.
Il tapas veneziano: piccoli bocconi su fette di pane, acciughe, baccalà mantecato, moeche fritte. Si mangiano al bancone delle osterie, detti “bacari”, con un “ombra” di Prosecco o Soave. L'aperitivo veneziano per definizione.
La polenta di mais bianco veneta con piccoli uccelli arrosto: il piatto montanaro per eccellenza. Oggi gli uccelli sono sostituiti da salsicce o costine. La polenta bianca veneta è diversa da quella gialla: più morbida, più delicata.
Il radicchio tardivo IGP di Treviso è il più pregiato d'Italia: lungo, bianco con venature rosse, leggermente amaro. Alla griglia con olio e sale, o come ingrediente del risotto. In stagione da dicembre a marzo.
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