Nero d'Avola nel Siracusano, il Marsala storico di Trapani, il Passito di Pantelleria. La Sicilia è molto più del vulcano.
L'Etna ha catturato l'attenzione internazionale, ma la Sicilia ha molto altro da raccontare. Il Nero d'Avola, vitigno autoctono del Siracusano, è il rosso siciliano più piantato al mondo: pieno, caldo, con note di ciliegia nera e cioccolato. È il vino che ha fatto conoscere la Sicilia ai mercati internazionali negli anni '90.
Il Marsala DOC è uno dei vini storici più importanti d'Italia: nato nel 1796 grazie all'inglese John Woodhouse, è il vino che ha finanziato la spedizione dei Mille di Garibaldi. Oggi esiste in versioni secche, semidolci e dolci, vergini e arricchite.
“Il Passito di Pantelleria è il vino dell'isola di Venere: le uve Zibibbo appassite al sole africano producono un nettare che sa di fico secco, albicocca e spezie orientali.”
Avola, Noto, Ragusa: le terre del Nero d'Avola e del Cerasuolo di Vittoria DOCG. Paesaggio barocco, baglio storici convertiti in cantine di design, il mare a pochi chilometri dai vigneti. La Sicilia più fotogenica.
La piana di Marsala con le saline, i mulini a vento e le cantine storiche di Florio e Pellegrino. Il Marsala si produce da 230 anni in questi stabilimenti monumentali sul lungomare. Una visita obbligatoria per chi ama la storia del vino italiano.
L'isola di Venere a metà strada tra Sicilia e Tunisia: i vigneti ad alberello basso su roccia lavica nera, il vento costante che devasta tutto, le uve Zibibbo che appassiscono al sole. Il Passito di Pantelleria DOC è uno dei vini dolci più famosi del mondo.
La famiglia Planeta ha trasformato la viticoltura siciliana moderna: sei tenute sparse in tutta l'isola, da Noto a Menfi, dall'Etna alle isole Eolie. Il Santa Cecilia, Nero d'Avola in purezza, è il rosso siciliano più premiato della sua generazione. Le cantine di design di Menfi e Noto sono tra le più belle della Sicilia.
La cantina più famosa di Marsala, fondata nel 1833: i padiglioni ottocenteschi sul lungomare contengono botti centenarie di Marsala Vergine Stravecchio. La visita include il museo del Marsala, le botti monumentali e la degustazione delle diverse tipologie. Un'esperienza nella storia del vino italiano.
Donnafugata è il produttore di riferimento del Passito di Pantelleria: il Ben Ryé è il Passito più premiato d'Italia, riconoscibile dalla bottiglia con l'etichetta colorata. La visita a Pantelleria include la cantina, i vigneti ad alberello patrimonio UNESCO e la degustazione sull'isola di Venere.
COS è la cantina biodinamica più famosa di Sicilia: Giambattista Cilia e Cirino Strano vinificano in anfore di terracotta dal 1980, con un approccio naturale pionieristico. Il Cerasuolo di Vittoria DOCG — blend di Nero d'Avola e Frappato — è il vino rosso più elegante del sud Italia.
Dal Passito all'Etna Rosso, la Sicilia produce vini per ogni occasione.
Il vitigno rosso simbolo della Sicilia: pieno, caldo, con note di amarena e cioccolato. Cresciuto nel caldo del Val di Noto, è uno dei rossi più famosi d'Italia. Versioni da bere giovani e riserve da invecchiamento decennale.
Il vino siciliano più antico e più frainteso: non solo per cucinare le scaloppine. Il Marsala Vergine Stravecchio invecchiato 10+ anni è un vino da meditazione di rara complessità ossidativa, simile a un Jerez Palo Cortado.
Il nettare dell'isola di Venere: Zibibbo appassito al sole africano per settimane. Ambrato, denso, con note di fico secco, albicocca, miele e spezie orientali. Uno dei grandi vini dolci del Mediterraneo.
L'unica DOCG del sud Italia — blend di Nero d'Avola e Frappato: il primo dà struttura e longevità, il secondo eleganza e florialità. Il rosso più raffinato della Sicilia non etnea.
Il vitigno più leggero di Sicilia: rosso fragola, tannini quasi impercettibili, note di lampone e viola. Il Pinot Nero siciliano per carattere, se non per vitigno. Si beve fresco, anche leggermente. Uno dei segreti del Ragusano.
Lo Zibibbo vinificato secco — non appassito — dà un bianco aromatico con note di agrumi e fiori bianchi. Raro e prezioso, prodotto solo a Pantelleria e da pochi produttori. La versione secca del moscato di Alessandria è una delle sorprese maggiori della viticoltura siciliana.
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