Il Collio e i Colli Orientali producono i bianchi più complessi d'Italia. Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Grigio Ramato: vitigni che non crescono da nessun'altra parte.
Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana dei grandi bianchi. Le colline del Collio e dei Colli Orientali, a cavallo con la Slovenia, producono vini bianchi di struttura e complessità rara: il Friulano — ex Tocai Friulano — è il vitigno simbolo, con note di mandorla amara e fiori di campo uniche.
La Ribolla Gialla è il vitigno autoctono più antico: citato già nel XIII secolo, è tornato di moda grazie alla tendenza dei vini arancio. Josko Gravner, produttore di Oslavia, ha rivoluzionato il modo di vinificarla con anfore di terracotta georgiane, creando vini macerati che hanno ispirato un'intera generazione.
“Il Friuli è la prova che i grandi bianchi italiani non hanno nulla da invidiare all'Alsazia o alla Borgogna. Semplicemente, sono diversi.”
Il Pinot Grigio Ramato è un'esclusiva friulana: vinificato con una breve macerazione sulle bucce rosa, acquista una colorazione rame dorata e note speziate che non ha nessun altro Pinot Grigio al mondo.
La zona più famosa e prestigiosa. Colline a cavallo con la Slovenia, terreni di flysch (marne e arenarie alternate). Cantine storiche come Livio Felluga, Schiopetto e Russiz Superiore. I bianchi più strutturati del Friuli nascono qui.
I Colli Orientali producono bianchi e anche grandi rossi: Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso, Pignolo. Più a est del Collio, più continentale nel clima. Qui si produce anche il Ramandolo DOCG — passito da Verduzzo — e il Picolit DOCG.
La pianura dell'Isonzo produce vini più immediati e beverini, ottimo rapporto qualità-prezzo. Il Carso è un altopiano carsico dove cresce la Vitovska e il Terrano: vini rari, di grande personalità, difficili da trovare fuori dalla regione.
Livio Felluga è il padre del vino friulano moderno: è stato il primo a imbottigliare con il nome del produttore invece di vendere sfuso. La tenuta si estende su 155 ettari tra Collio e Colli Orientali. La visita include la cantina storica, i vigneti collinari e la degustazione del Terre Alte — uno dei bianchi più longevi d'Italia.
Il fratello di Livio ha fondato un'azienda autonoma che è diventata uno dei riferimenti del Collio. Il Molamatta e il Carantan sono due bianchi blend di grande eleganza. La cantina di Gradisca, in una villa del '700, è una delle più belle del Friuli.
Silvio Jermann è il più famoso produttore friulano nel mondo: il suo “Were Dreams...” — un blend di Chardonnay, Pinot Bianco e altri vitigni — è stato il primo bianco italiano a superare le 100.000 bottiglie a prezzo premium. La cantina, disegnata dall'architetto Cappella, è un'opera d'arte contemporanea.
Mario Schiopetto è stato il padre dei bianchi friulani moderni: negli anni '60 ha introdotto la vinificazione a basse temperature che ha rivoluzionato i bianchi italiani. Oggi i figli continuano con la stessa filosofia: massima espressione varietale, zero compromessi. Il Friulano di Schiopetto è il benchmark della tipologia.
Mitteleuropea e mediterranea insieme: il Friuli mangia come nessuna altra regione italiana.
Il rivale del Prosciutto di Parma: più dolce, più morbido, con la zampa ancora attaccata. San Daniele del Friuli produce 2,6 milioni di prosciutti l'anno. La visita ai prosciuttifici è un'esperienza olfattiva unica.
Il piatto più friulano di tutti: Montasio fuso in padella fino a diventare una cialda croccante di formaggio. Servito con polenta bianca o gialla. Esiste in versione morbida (con patate) e croccante. Cibo povero diventato icona gastronomica.
I ravioli friulani della Carnia: ripieni di ricotta, erbe selvatiche, cannella, uvetta e cioccolato. Dolce-salato, complesso, antico. Ogni borgo della Carnia ha la sua versione diversa. Conditi con burro fuso, ricotta affumicata e cannella.
Il formaggio simbolo del Friuli: semigrasso, a pasta dura, stagionato da 2 mesi a oltre 18. Fresco è morbido e lattiginoso, stagionato diventa granuloso e piccante. La base del frico, ma anche ottimo da solo con un calice di Friulano.
Il dolce delle Valli del Natisone: pasta lievitata avvolta a chiocciola intorno a un ripieno di noci, uvetta, pinoli, grappa e cioccolato. Dolce di Pasqua e Natale, si trova nelle pasticcerie di tutto il Friuli orientale.
La rape macerate nella vinaccia di uva nera (brovada IGP) servite con il cotechino friulano (muset). Piatto invernale per eccellenza, acidulo e saporito. La brovada è un presidio Slow Food: poche famiglie la producono ancora tradizionalmente.
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